BORDERS, FLAGS, PATRIOTS & NATIONS

SUPER SANTOS

Ci fu un tempo remoto nel quale tutti correvamo dietro un Super Santos.
Proletari e borghesi, scettici e sognatori, stoici ed epicurei, mescolavamo le nostre fatiche ed il nostro sudore su campetti brulli di periferia oppure su grigie ed anonime distese d’asfalto. Quella palla di plastica, gonfia superbamente d’aria, era riuscita, rotolando, a mettere in pratica ciò che le parole, i principi e le teorie di filosofi, poeti e matematici tentavano di fare, invano, da secoli.
Purtroppo fu un momento estremamente rarefatto e transitorio, perché poi ciascuno ritornò a casa sua, si barricò, armi in pugno, a difesa del proprio minuscolo confine ed è lì, ancora oggi, convinto di poter respingere chiunque giunga da aldilà del mare o delle montagne.
Ma è solo questione di tempo perché prima o poi qualcuno riuscirà a segnare.
Io credo sarà proprio lei.
La poesia.

BORDERS, FLAGS, PATRIOTS & NATIONS

La paura è per i figli di Troia,
per quelli che se ne vanno per mare,
per quelli che avevano una casa,
ma poi l’hanno vista bruciare.

La paura è per quelli nati dalla parte sbagliata,
per quelli ammassati in stive affollate,
per quelli che pregano ad ogni incrocio
un dio con le corna e la lingua biforcuta,
che puzza di zolfo e distribuisce ottime raccomandazioni.

La paura è per quelli che vivono in corpi già morti,
per quelli che restano intrappolati in treni senza più memoria,
per quelli che si smarriscono nella cenere e nel silenzio.

Quattro soldi non puliranno di sicuro
il culo delle nostre sporche coscienze,
intente a disegnare rassicuranti limiti e confini,
un modo come un altro per nascondere tutta la merda
sotto il tappeto lindo della nostra vigliaccheria.