L’ORIZZONTE DEGLI EVENTI

Un'esposizione fotografica digitale di Valeria Nuzzo

Il cielo sotto cui viviamo è lo stesso, ma l’orizzonte cambia per ciascuno di noi. Per alcuni è un limite da non oltrepassare mai, per altri un traguardo da raggiungere costi quel che costi; per alcuni è colmo di ingombranti ricordi del passato, per altri di oscuri interrogativi riguardo il futuro.
Per i fisici o gli ingegneri un orizzonte degli eventi è il limite oltre il quale nessun evento può influenzare un osservatore esterno. Ed allora, se siamo noi quell’osservatore, forse, quando, finalmente, riusciremo a stringere questo orizzonte degli eventi tra le nostre dita, non sentiremo più il peso dei torti subiti, delle promesse a cui abbiamo dovuto rinunciare, dei pegni che abbiamo, ingiustamente o inutilmente, dovuto pagare. In fondo noi siamo quel che siamo, niente di più e niente di meno.

Siamo quel che siamo.
Alcuni sono più poetici, altri più realisti.
C’è chi si proietta continuamente verso un diverso orizzonte degli eventi
e chi preferisce la sua ordinaria dimensione di certezze.
Siamo quel che siamo.
Il male assoluto non esiste, è solamente un’idea logorante ed estenuante,
ti scava dentro e non si stanca mai di scavare,
finché non arriva alle ossa,
consumando tutto ciò che custodivi con affetto.
Siamo quel che siamo.
Niente di più. Niente di meno.
Pesanti come le montagne. Leggeri come le piume.
(Siamo quel che siamo)

Mik Brigante Sanseverino