ALTOPIANI D’ORIENTE & LA CAFFETTIERA SUL FUOCO

LA CAFFETTIERA SUL FUOCO

Se riusciamo a trasferire su carta la nostra intimità, con il suo lato razionale e quello più passionale, riusciremo a cogliere tutti quegli aspetti che ci apparivano imprendibili e riusciremo a scoprire, salvandole dalle tenebre dell’oblio, emozioni ed idee che avevamo, per un qualsiasi motivo, trascurato. Quanto più riusciamo a muoverci nell’inconscio e riportare in superficie ogni più piccolo particolare, tanto più riusciremo a trarne vantaggi sia per il presente, che per il futuro.
Una giornata che inizia con la classica caffettiera sul fuoco e con tutta una serie di operazioni preliminari che appaiono ripetitive e scontate, non ci dice nulla, ma se ci soffermiamo su quelle semplici azioni meccaniche, scopriamo che esse sono parte viva di un vero e proprio rito. Una cerimonia di cui qualcuno, un tempo, ci ha reso partecipi. Gesti che sono stati parole. Parole che sono state persone. Persone che continuano ad esistere nel nostro cuore. Il caffè, nero e fumante, si trasforma nel ponte che unisce subconscio e coscienza. Ogni sorso ed ogni pensiero, una volta messi su carta, contribuiscono a renderci maggiormente consapevoli di noi stessi ed a rendere, se scegliamo di seguire i nostri sentimenti, più complete le nostre esistenze.

ALTOPIANI D’ORIENTE (a Bisaccia)

Lascia che le parole scorrano,
lasciale entrare ed uscire da ogni singola cellula,
lascia che restino fluide, fai in modo che non si cristallizzino mai,
attorno a ciò che ritieni ti spetti di diritto,
alle tue risposte piccate, ai tuoi limiti, ai tuoi confini.
Lascia che le parole aprano fessure nella tua anima,
non aver paura di guardarci attraverso, di stringere tra le dita deliri e tremori,
bevine a piene mani di questi frammenti d’Oriente,
hanno il sapore del vento gelido, del magma incandescente,
di occhi color nocciola e mare profondo,
di occhi verdi ed aurore boreali,
le onde sono così diverse,
eppure sono così uguali.