IL LANCIATORE DI COLTELLI

In un moto di orgoglio
si vendicò dell’ilare
buffo destino.
Mise in serbo
il riserbo
e da parte la solita parte,
la donna fu avvolta in un caldo mantello.
Fece una strage di benpensanti,
gli ammiratori dell’infallibile mira,
ed il teatro restò in balia
del suo capriccio.
La morte sibilava sui colli inamidati
e sulle collane di perle,
datele ai porci comodi.
Nervose le mani
provano a sollevare il peso del ventre.
La carne macellata
e le sedie vuote
facevano le stesse lunghe ombre
che furono delle quinte e delle lame
e delle case tiepide
dove l’ipocrisia vive in lavacri di bava.
Qui rappresentano le false empatie
e la paura di un osceno campo
nell’opulenza del banchetto,
fortificando per lustri
i petulanti petali
delle buone maniere.
Lui sta potando le rose :
non imita gli schemi
di nessuna tradizione,
diffonde nel crepuscolo
rosso un sieroso velo.
Così come fa il sole
sul filo d’orizzonte
pugnalando le nuvole
mentre Venere attende