I COSTRUTTORI DI CORDE

"I Costruttori di Corde" (2018) di Antonio Foglia

“La prima catena meticolosamente assemblata.
Poi una stanza vuota ben costruita.
Una cartuccia nelle tue dita, per chi non ha cara la vita.
Un cerchio di trecce che dichiara: è finita.
Ribellarsi è un dono.”

Sono i versi che l’autore, Antonio Foglia, accompagna alla sua opera, “I Costruttori di Corde”. La corda, con i suoi intrecci, evoca le varie trame che, mescolandosi, rendono imprevedibili, affascinanti e diverse l’una dall’altra, le nostre esistenze. Una corda può suggerire una direzione da perseguire nel tempo o nello spazio; può rappresentare un appiglio sicuro nei momenti di difficoltà; può essere il frutto faticoso del lavoro che un oscuro cordaio porta avanti, giorno dopo giorno, cercando di realizzare i propri sogni; ci proietta verso un futuro ignoto e sconosciuto; ci consente di evocare i fantasmi del nostro passato, anche quelli peggiori; può essere la salvezza, ma anche il limite che ci condanna.

La questione è se stiamo facendo ciò che vogliamo, cioè se esiste una connessione positiva tra i nostri pensieri e le nostre scelte. A volte ce ne convinciamo, per poi scoprire che le direzioni erano completamente discordi tra loro, dando origine ad una farsa in cui ci riduciamo a volere ciò che stiamo facendo.
Elementi alieni esercitano la loro forza, in modo subdolo o palese, a livello delle nostre interazioni sociali o del nostro subconscio, determinando così quelle scelte che, per non cadere nel baratro atroce della follia, trasformiamo nella mela avvelenata della nostra volontà.
Ma ciò che l’emisfero destro piega, deforma e nasconde, l’emisfero sinistro spinge nuovamente in superficie, andando a riempire quegli enormi spazi dove un tempo eravamo soliti incontrarci. (Mik Brigante Sanseverino)