ANIMALS

Nelle sue traversate delle strade e dei quartieri di Londra, il nostro Salvatore Avella, gli occhi del Baranduin sul Tamigi, si è ritrovato a fotografare la celebre Battersea Power Station che, alla fine degli anni settanta, vide, per la prima volta, volare il maiale Algie, simbolo di rivalsa delle persone più deboli e sfruttate contro l’arroganza e l’ottusità dei potenti di turno. Abbiamo deciso di mettere assieme i suoi suggestivi panorami con alcune foto scattate nella mostra pinkfloydiana “Their Mortal Remains”, i loro resti mortali. Una volta mescolati gli ingredienti Michele Brigante Sanseverino ha aggiunto le sue parole ed eccovi una riflessione sull’album che ritrae, sulla sua copertina, le ciminiere della centrale elettrica londinese: “Animals”, il disco più politico e cattivo dei Pink Floyd.

Animals è un album di puro veleno. Si tratta di una feroce e rabbiosa critica, oltre che di una dettagliata disamina di quella che è la situazione sociale della Gran Bretagna, sul finire degli anni settanta, da parte di Roger Waters.
Il bassista esamina, in maniera cruda e realista, l’atteggiamento della classe politica ed economica che domina l’Inghilterra e le ripercussioni che le sue scelte provocano sui lavoratori indifesi, non adeguatamente rappresentati e di conseguenza profondamente sfruttati.
Traendo spunto dal celebre romanzo “The Animal Farm”, la fattoria degli animali, di George Orwell, i Pink Floyd si scagliano contro il sistema capitalista (Orwell, invece, aveva preso di mira soprattutto il comunismo); le sue evidenti disparità sociali; le sue pericolose limitazioni della libertà individuale; le sue classi sociali a tenuta stagna, che Roger identifica in tre tipi di animali: i Maiali, i Cani e le Pecore.
I Cani rappresentano il braccio armato della classe dominante ed hanno il compito di fare il lavoro sporco. Debbono mettere in atto le politiche reazionarie ed illiberali del padrone; debbono garantire, con tutti i mezzi, che le sue leggi “giuste” vengano rispettate. Ovviamente, essendo dei sadici frustrati, amano prendersela con i più deboli. Scelgono le prede più facili; scelgono il momento più favorevole, protetti dal loro ruolo, dalle loro divise ed attaccano con tutta la violenza e la brutalità di cui sono capaci. Ma non sono altro che dei servi, che subiscono, a loro volta, la voce grossa dei padroni e riversano, di conseguenza, tutta la loro aggressività ed il loro represso malessere sulle persone comuni, quelle che, invece, avrebbero dovuto difendere e tutelare. I Cani sono sempre pronti a tradire, schierandosi col più forte; ma, nonostante tutto, debbono continuamente guardarsi le spalle dai possibili agguati. È una vita triste la loro; nonostante il rispetto di cui possono godere, nonostante i favori ed i privilegi che possono ricevere dai padroni, essi sono destinati a vivere ed a morire in assoluta solitudine. Ed alla fine dei loro giorni, non raccoglieranno altro che quello che hanno sempre seminato: odio, paura, indifferenza, rancore; perché è così che i Cani vengono allevati, educati e cresciuti dal Sistema ed è così che dovranno morire.
I Maiali detengono il potere politico ed economico; sono loro i veri padroni della nazione. Controllano il governo, le industrie, il commercio ed i mass-media e grazie ai Cani, loro infidi servitori, fanno rispettare le loro leggi-farsa e mantengono la situazione sotto il loro brutale controllo. Essi non fanno altro che ingrassarsi ed arricchirsi alle spalle dei lavoratori; controllando le lobby finanziarie, le banche, le istituzioni, i partiti politici, i sindacati, i giornali e le televisioni. Sono profondamente reazionari; difendono con le unghie il tirannico Sistema che hanno costruito; inoltre, alcuni di essi, falsi moralisti e perbenisti, nonché repressi sessualmente, tentano in tutti i modi, leciti ed illeciti, di reintrodurre la censura ed altre pericolose limitazioni delle libertà personali. Roger attacca esplicitamente un’attivista politica dell’epoca, Mary Whitehouse, che voleva, appunto, reintrodurre la censura nelle radio, per limitare, a suo dire, la libertà d’espressione dei musicisti e delle loro band, considerati come i veri promotori del male, dei vizi, dell’anarchia, della disobbedienza sociale, di atteggiamenti contrari alla morale e dell’utilizzo sfrenato delle droghe.
L’ultima classe sociale è quella delle Pecore; esse rappresentano la massa operosa delle persone comuni. Una massa silenziosa e spesso opportunamente divisa, in maniera tale da risultare ancora più debole; si tratta di lavoratori, giovani, donne, anziani. Le Pecore non hanno alcuna prospettiva reale di miglioramento; vivono le loro giornate nella paura di incontrare i Cani sulla loro strada; vivono nell’interminabile attesa di una terra promessa, di un futuro prospero oltre il fiume Giordano. Creature sprovvedute ed ingenue che, confidando nella bontà del loro Signore e dei loro padroni Maiali, si dirigono, sottomesse ed obbedienti, verso la propria fine. Vanno al macello, dove saranno brutalmente sgozzate, per poi essere esposte a testa in giù. Ma un giorno questo clima di violenza e paura condurrà le Pecore ad insorgere contro i Maiali ed a liberarsi finalmente del giogo dei Cani: “have you heard the news? the dogs are dead”. “Hai sentito le novità? I Cani sono morti”.
Animals è un disco cupo, ostico, cattivo, musicalmente duro, nel quale si evincono le tensioni sociali dell’epoca; tensioni che attraversarono anche la band, con Roger che, oramai, ne aveva preso saldamente il controllo e ne condizionava la direzione artistica. Animals è un disco profondamente politico; un’attenta analisi dell’Inghilterra dell’epoca. Un album in grado di prevedere gli errori e le tragedie sociali che sarebbero state causate negli anni ottanta; da lì a poco, infatti, il nuovo governo conservatore di Margareth Tatcher, definita in “Pigs” come un “pianto”, avrebbe distrutto, per sempre, il tessuto sociale della Gran Bretagna.
Le tre canzoni che costituiscono il cuore dell’album sono racchiuse da due brevi e sentite ballate; “Pigs On The Wing” I e II, nelle quali Roger Waters invita sé stesso e gli ascoltatori a costruire un rapporto d’amore solido e veritiero, senza farsi intimidire dal dolore o stancare dalla noia, perché l’amore è una delle poche armi di cui disponiamo per farci forza, per acquisire fiducia nelle nostre capacità, sperare in un futuro migliore, lottare per realizzare i propri sogni e non farci piegare e spezzare da questi luridi e dispotici Maiali.

Michele Brigante Sanseverino