DENTRO OGNI CAOS

Tecnica mista su tela, cucito e pittura (Carla Merone, 2018)

“Dentro ogni caos c’è un cuore… e suona il piano” (Carla Merone)

 

“Da Chaos nacquero Erebo e nera Nyx.
Da Nyx provennero Etere e Hemere
che lei partorì concepiti con Erebo
unita in amore”

Questi pochi versi di Esiodo si riferiscono al Chaos ed ai suoi figli Erebo e Nyx. Erebo è l’oscurità del mondo soprannaturale degli inferi, mentre Nyx è la notte più buia, quella senza luna e senza stelle, è l’oscurità del mondo degli uomini. Se ci fermassimo a questa prima lettura è chiaro che daremmo al caos un’interpretazione totalmente negativa; il Chaos rappresenta un abisso o una voragine cosmica, che è, appunto, uno dei significati che gli antichi Greci davano al termine. Ma se fosse solo così, come sarebbe possibile a due entità primordiali oscure, affamate e malevoli, come Erebo e Nyx, fratello e sorella, notte infernale e notte umana, generare Etere ed Hemere, entrambi strettamente legati alla luminosità ed alla benevolenza del giorno? Cosa permette ad una voragine oscura di poter generare la bellezza della luce? La risposta, suggerita dallo stesso Esiodo, è l’amore, ovvero l’unica forza capace di dare origine a ciò che prima non esisteva, compresi gli uomini e gli stessi dèi dell’Olimpo. In tal caso il Chaos va inteso, nella sua accezione più positiva, come lo spazio aperto, l’arché da cui deriva lo stesso universo.
Il caos, quindi, è vita e ci permette di esprimere la nostra creatività.
Nel linguaggio comune, spesso, definiamo caotico tutto quello che non riusciamo a capire; tutto quello che non rientra nei precostituiti schemi mentali, imposti dalle politiche neo-liberiste che governano la nostra società moderna. Ma, in realtà, siamo noi a non riuscire a sintonizzarci con altri modi di comunicare e stringere rapporti, altri modi di creare connessioni ed osservare e conoscere il mondo che ci circonda; ci rifugiamo, impauriti e diffidenti, nel nostro castello e tutto ciò che è oltre le sue spessa ed ottuse mura è ritenuto confuso, cattivo e caotico.
Ma più rifiutiamo di aprire le porte delle nostre fortezze, più ci sentiamo piccoli, insoddisfatti e non appagati. Il problema è che non vogliamo accettare la nostra fragilità; vogliamo credere di poter dominare le forze naturali che pervadono l’universo, dalla più piccola particella elementare alla più grande delle galassie, mentre, in realtà, siamo creature limitate e confuse, deboli e finite. Siamo dei passeggeri che vagano sotto un cielo notturno e stellato, come cantava Iggy Pop; dalle nostre imperfezioni derivano le nostre scelte, giuste o sbagliate; i nostri momenti di equilibrio ed irrazionalità; la nostra capacità di provare sentimenti, di gioire e soffrire. Questo caos emotivo è la nostra libertà, il prezzo che paghiamo alla nostra creatività. Il caos ci rende unici ed, allo stesso tempo, simili; siamo fratelli e sorelle, amici ed amiche, genitori e figli, compagni e compagne di vita, siamo la luce generata dal buio.

(Mik Brigante Sanseverino)

Carla Merone

Nata il 28 novembre 1984 nella provincia napoletana dove vive e lavora. Specializzata in pittura e grafica d’arte presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, ha approfondito l’utilizzo della pittura con altri materiali e l’utilizzo del ricamo in pittura. Attualmente lavora come costumista con la compagnia teatrale itinerante “The Play Group” insieme al regista Enzo Musicò presso il Teatro dei piccoli di Napoli; realizza progetti scolastici sul riciclo e la pittura; lavora per creare una sartoria del riciclo. Attualmente fa anche parte del Collettivo itinerante CchiùArt e del Collettivo Summa presso ‘O Vascio-room gallery di Somma Vesuviana (Na). 

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