SILENZIO

Mi spiace che ora regni il silenzio, inquieto e assordante.
Mi spiace che ora tra queste strade di questa città,
che prima erano da noi condivise, le percorriamo come estranei.
Le cammino, le attraverso e fugacemente ti penso.
Sì, fugacemente. Non voglio che dimori nei miei pensieri.
Non voglio che occupi la mia mente.
Quanto paradossali sono i sentimenti! Non l’ho ancora capito.
Potrei chiamarti, parlarti e dirti:”rifacciamo rumore!?”
Ma non lo faccio. Non ti chiamo, non ti cerco e mantengo vivo il silenzio.
Credo che mi difenda.
Però, sai la verità?
Mi spiace che ora regni il silenzio, inquieto e assordante.