Categoria: Poesie

ESTRANEI

Mi spieghi come siamo diventati estranei? Come siamo arrivati a questo punto? Oscillo tra i ricordi di litigi e incomprensioni ingombranti! “Sei esagerata”, urlavi. “Sei uno stronzo”, urlavo. Un’altalena di tu qui e tu là… Mi racconti quando siamo diventati estranei, perché a me proprio non va, ed a te? Ma come si fa a…

BUON ANNO RAGAZZA

Fammi gli auguri per tutto l’anno ragazza, fammi godere come bellezza comanda, fammi fare un casino con la mia banda: voglio un gennaio che è freschezza come i ragazzi che continuano per strada a giocare a calcio, un luglio frizzante, un Marzo teneramente pazzo, voglio Roger Waters il Lunedi dell’Angelo e Jim Morrison risorto con…

IL SACCO DI NATALE (quando la poesia morì e poi tornò a vivere)

Come ti senti adesso? Sei soddisfatta? Sei felice? Quali oggetti potranno colmare il vuoto? Quali saranno di conforto? Passata la prepotente eccitazione del saccheggio natalizio, che ne sarà dell’impronta dell’anima di tutti coloro che hanno scelto, acquistato, donato e soprattutto vissuto, questi cimeli del tempo e dello spazio? Cosa proverai, un giorno, nel guardarli? Si…

SILENZIO

Mi spiace che ora regni il silenzio, inquieto e assordante. Mi spiace che ora tra queste strade di questa città, che prima erano da noi condivise, le percorriamo come estranei. Le cammino, le attraverso e fugacemente ti penso. Sì, fugacemente. Non voglio che dimori nei miei pensieri. Non voglio che occupi la mia mente. Quanto…

STATO D’INNAMORAMENTO

Avere a che fare con gli altri, è tirare a dadi con la morte, ma lei al cardiopalma come in una continua caccia e la schiettezza della sua faccia tosta e fresca è l’esorcismo di ogni mia paura in questa vita. Persino nell’ora più buia lei irradia caos creativo, e nella prepotenza del senso lei…

A BLAISE PASCAL

  Incerto incesto di casti canestri disgiunti i giunchi, canneto sul bordo hai disteso cespugli di tombe di amorfi afidi morti, idrofite idrostatiche vite, ti sfogli ventaglio di foglia che invoglia di acque perenni il periglio, del soffio del vento serraglio, del divenire avvenire, di un tempo lontano guardiano, di ogni apparenza carenza, dell’uomo che…

ARMONIA PRESTABILITA

Non ha più fiato per reggere l’errore che crea, l’illusione che muove inappetente e immusonito riassume in una goccia il suo formalismo accettando i ricatti dell’ambizione l’orgoglio dei frutti, la vita esibisce logiche autoreferenziali, suoni e luci combinate caoticamente nella molle sembianza del quotidiano nel cubo di laterizi dove respira un corpo è separato nella…

LA GENIA DEGLI UTILI

La strada percepita dall’ascoltatore  esibisce la sua mutevolezza, dirigersi di mezzi frecce, autocarri e scopi parziali, miopi piaceri, dolori quotidiani, lavorare, perpetuare la propria razza, l’abitudine di essere mettere al mondo occhi, cose a cui si somiglia nei tessuti profondi, mentre si va a picco più a fondo, dicendo addio all’attaccamento al proprio campo visivo,…

DI QUA DAL PARADISO, OGNI TANTO

(al Brigante Elettrico) La tua vita è la tua vita, non affogare in casa in una conversazione del cazzo con te stesso. Non sprofondare con le pantofole dell’arrendevolezza nell’oceano di puttanate che hai commesso. Stai allerta, sei minore, ma pur sempre un poeta, sei un pesce strano con le ali, riaffiora dall’acqua, vola nell’aria, da…

ESCAPE PLAN

Riprende la follia di stare in piedi, la pulsazione dell’ovvio. Portando in giro il caso di essere vivi. Imbracciando il mitra delle opinioni la scuola delle sottomissioni, mentre batte la vita di un altro a fondamento della tua. Sposi la disubbidienza del lasciarsi accadere. Riattacca il ritornello dell’autobiografismo, come una malattia cronica e il non…